lunedì, dicembre 15, 2003
questo blog è morto. ufficialmente.
sono traslocato da un'altra parte
bye bye blogger, è stato bello usarti...
G.
sono traslocato da un'altra parte
bye bye blogger, è stato bello usarti...
G.
lunedì, novembre 17, 2003
decisamente una settimana di merda...la salute sembra muoversi a scatti (un giorno febbre, il giorno dopo sto da dio) e comunque nulla riesce a togliermi sta cazzo di tosse che mi perseguita da giovedì.
già, giovedì.
solita serata milkshake, concerto diverso dal solito
attacca andrea/tarik1, l'unico esempio genovese di elettronica fatta per ridere, tanti riferimenti anni '80, voci fuori campo, canzoni a la daftpunk col vocoder (o qualcosa che somiglia a un vocoder, almeno nei risultati).
poi port royale: rispetto all'ultima volta che ho visto attilio & c. dal vivo sono riemersi paurosamente i mogwai nel loro stile (non che se ne fossero mai andati...), e loro finisco sempre e comunque per sembrare quasi un gruppo prog precipitato alla chemical undergroud a metà anni '90: ovviamente la cosa non mi dispiace affatto...
infine pulseprogramming: di loro avevo giusto un cd masterizzato di cui non avevo grande memoria, e invece si sono rivelati uno dei migliori gruppi dell'annata al milk, capaci di creare una sorta di "tappeto sonoro" fatto di piccoli cambiamenti ipnotici, un atmosfera quasi da sogno (psichedelia elettronica? e perchè no?) aiutata dai filmati amatoriali (loro in vacanza, gli amici, cose varie).grande gruppo, dimostrazione di come si possa fare dell'elettronica "umana".
tre gruppi, tre cose interessanti: sembrava quasi di essere in un club londinese.
ho pure avuto la fortuna di conoscere cesare di doityourselfcospiracy, con cui mi ero sentito via mail:ennesima dimostrazione di come a genova la gente che si interessa/occupa di musica finisce per conoscersi...
e poi il weekend, tra tragedie di guerra (tutto il mio affetto alle famiglie delle vittime, ma ora essere pacifisti sarà più difficile. ma doveroso.) e uscite con gli amici
G.
già, giovedì.
solita serata milkshake, concerto diverso dal solito
attacca andrea/tarik1, l'unico esempio genovese di elettronica fatta per ridere, tanti riferimenti anni '80, voci fuori campo, canzoni a la daftpunk col vocoder (o qualcosa che somiglia a un vocoder, almeno nei risultati).
poi port royale: rispetto all'ultima volta che ho visto attilio & c. dal vivo sono riemersi paurosamente i mogwai nel loro stile (non che se ne fossero mai andati...), e loro finisco sempre e comunque per sembrare quasi un gruppo prog precipitato alla chemical undergroud a metà anni '90: ovviamente la cosa non mi dispiace affatto...
infine pulseprogramming: di loro avevo giusto un cd masterizzato di cui non avevo grande memoria, e invece si sono rivelati uno dei migliori gruppi dell'annata al milk, capaci di creare una sorta di "tappeto sonoro" fatto di piccoli cambiamenti ipnotici, un atmosfera quasi da sogno (psichedelia elettronica? e perchè no?) aiutata dai filmati amatoriali (loro in vacanza, gli amici, cose varie).grande gruppo, dimostrazione di come si possa fare dell'elettronica "umana".
tre gruppi, tre cose interessanti: sembrava quasi di essere in un club londinese.
ho pure avuto la fortuna di conoscere cesare di doityourselfcospiracy, con cui mi ero sentito via mail:ennesima dimostrazione di come a genova la gente che si interessa/occupa di musica finisce per conoscersi...
e poi il weekend, tra tragedie di guerra (tutto il mio affetto alle famiglie delle vittime, ma ora essere pacifisti sarà più difficile. ma doveroso.) e uscite con gli amici
G.
martedì, novembre 11, 2003
"you're my guitar hero" (joe strummer a mick jones durante l'assoletto di "complete control" dei clash - 1977)
e venne il giorno di j.
le ultime ore di lavoro coll'occhio fisso sull'orologio, la cena consumata in fretta e poi la fuga in centro, in anticipo per gustarmi un caffè e stare sveglio più che posso.
passo davanti al "balcone" (il ristorante-arci gestito da quelli del milk: di solito ha buoni odori, ma il mio naso è messo ko dal clima) e becco matte in ghingheri che parla al cellulare, mi fa cenno ed entro dentro, dove il mascis sta cenando con la crew di fooltribe, gli sprinzi e genovesi vari...tra questi becco tx, fresco di tesi di laurea mattutina (104, complimenti) .
si esce e ci si dirige al locale, non prima di una sosta al bar per l'agognato (non solo da me!) caffettino, che per puro sbaglio mi viene offerto da uno degli sprinzi! cazzo, glielo offrirò alla prossima! (e se tanto mi da tanto matte li farà per i cazzi loro al milk, altrochè)
il pubblico è quello delle grandi occasioni, ci sono tutti, si vedono membri di gruppi di ieri e di oggi (e non potevano mancare gli ex age e husband...quando un pò di seattle stava anche da ste parti...e chissà che fine fecero i nutcase, che degli husband erano il classico comprimario sui volantini dei concerti), e va da sè segue anche con attenzioni gli sprinzi, su cui grava il peso di aprire un concerto troppo grosso per loro: il rischio di essere accolti freddamente era possibile, ma la gente sembra reagire bene. e io? beh, non è affatto la mia "cup of tea", anzi di solito odio cose del genere, ma me ne sono stato e -come si dice tra i giovani d'oggi- ho supportato...
e poi j.
è invecchiato di brutto, i capelli sono sempre lunghi ma grigi, l'aspetto è dimesso, ma smbra felice (e forse lo è) di essere tornato a guardare in faccia il suo pubblico, e il concerto è qualcosa di difficilmente dimenticabile. i classici ci sono tutti (beh, quasi: "start chopping"?), lui smetisce quei critici dementi che ipotizzavano che sotto il feedback non ci fosse nulla, alterna momenti acustici a sfuriate elettriche, si lancia in assoli che manco al fillmore (quello di san francisco, non quello di cortemaggiore o dove cazzo si trovava!) ma porta una vecchia maglia dei discharge (!) , non dice una parola ma si concede musicalmente come pochi, non ha scaletta ma si lascia andare, fa "just like heaven" e sta zitto quando la gente grida "you!", c'è chi ha la maglia degli obituary e chi quella dei joy division e c'è chi ha la camicia di flanella e un pò tutti ci siamo ricordati di quell'estate del 93, di "where you been" e dei video che passavano pure su videomusic, e di un pugno di canzoni che piacevano proprio a tutti.
10 anni fa. sembra ieri. e ieri sembrava 10 anni fa.
j mascis è il mio guitar hero, qualsiasi cazzo di cosa voglia dire.
G.
p.s.
se sei capitato per sbaglio su questo sito vai su milkshake (il link è qui affianco) e guarda le foto.
guarda quella con un tipo sul palco, da solo, e il pubblico seduto per terra. c'è tutto quello che ho scritto. forse c'è molto di più.
p.p.s.s.
ma li lavano i pavimenti al milk?
e venne il giorno di j.
le ultime ore di lavoro coll'occhio fisso sull'orologio, la cena consumata in fretta e poi la fuga in centro, in anticipo per gustarmi un caffè e stare sveglio più che posso.
passo davanti al "balcone" (il ristorante-arci gestito da quelli del milk: di solito ha buoni odori, ma il mio naso è messo ko dal clima) e becco matte in ghingheri che parla al cellulare, mi fa cenno ed entro dentro, dove il mascis sta cenando con la crew di fooltribe, gli sprinzi e genovesi vari...tra questi becco tx, fresco di tesi di laurea mattutina (104, complimenti) .
si esce e ci si dirige al locale, non prima di una sosta al bar per l'agognato (non solo da me!) caffettino, che per puro sbaglio mi viene offerto da uno degli sprinzi! cazzo, glielo offrirò alla prossima! (e se tanto mi da tanto matte li farà per i cazzi loro al milk, altrochè)
il pubblico è quello delle grandi occasioni, ci sono tutti, si vedono membri di gruppi di ieri e di oggi (e non potevano mancare gli ex age e husband...quando un pò di seattle stava anche da ste parti...e chissà che fine fecero i nutcase, che degli husband erano il classico comprimario sui volantini dei concerti), e va da sè segue anche con attenzioni gli sprinzi, su cui grava il peso di aprire un concerto troppo grosso per loro: il rischio di essere accolti freddamente era possibile, ma la gente sembra reagire bene. e io? beh, non è affatto la mia "cup of tea", anzi di solito odio cose del genere, ma me ne sono stato e -come si dice tra i giovani d'oggi- ho supportato...
e poi j.
è invecchiato di brutto, i capelli sono sempre lunghi ma grigi, l'aspetto è dimesso, ma smbra felice (e forse lo è) di essere tornato a guardare in faccia il suo pubblico, e il concerto è qualcosa di difficilmente dimenticabile. i classici ci sono tutti (beh, quasi: "start chopping"?), lui smetisce quei critici dementi che ipotizzavano che sotto il feedback non ci fosse nulla, alterna momenti acustici a sfuriate elettriche, si lancia in assoli che manco al fillmore (quello di san francisco, non quello di cortemaggiore o dove cazzo si trovava!) ma porta una vecchia maglia dei discharge (!) , non dice una parola ma si concede musicalmente come pochi, non ha scaletta ma si lascia andare, fa "just like heaven" e sta zitto quando la gente grida "you!", c'è chi ha la maglia degli obituary e chi quella dei joy division e c'è chi ha la camicia di flanella e un pò tutti ci siamo ricordati di quell'estate del 93, di "where you been" e dei video che passavano pure su videomusic, e di un pugno di canzoni che piacevano proprio a tutti.
10 anni fa. sembra ieri. e ieri sembrava 10 anni fa.
j mascis è il mio guitar hero, qualsiasi cazzo di cosa voglia dire.
G.
p.s.
se sei capitato per sbaglio su questo sito vai su milkshake (il link è qui affianco) e guarda le foto.
guarda quella con un tipo sul palco, da solo, e il pubblico seduto per terra. c'è tutto quello che ho scritto. forse c'è molto di più.
p.p.s.s.
ma li lavano i pavimenti al milk?
venerdì, novembre 07, 2003
ah, quasi mi dimenticavo: ho allegramente deciso di smettere di leggere l'ultimo tomo che mi è capitato tra le mani, ovvero "in una notte buia uscii dalla mia casa silenziosa" di peter hadke.
ma com'è possibile che lo sceneggiatore dei migliori films di wenders sia uno scrittore così...così...beh, così dannatamente inutile?
cazzo, un libro di merda come pochi. meno male che l'ho pagato due euros...certo però che con un titolo così stronzo dovevo aspettarmi un risultato simile...
G.
ma com'è possibile che lo sceneggiatore dei migliori films di wenders sia uno scrittore così...così...beh, così dannatamente inutile?
cazzo, un libro di merda come pochi. meno male che l'ho pagato due euros...certo però che con un titolo così stronzo dovevo aspettarmi un risultato simile...
G.
ieri sera enneima serata mondana al milk, di scena hawnay troof con le uhu's.
"ciao, noi siamo le uhu's, e voi siete froci"
"beh, chi più e chi meno" (lo disse tixi?)
non so se è il risultato che avevano intenzione di ottenere, ma a me le uhu's hanno fatto soprattutto tenerezza, sopraffatte com'erano da una certa "incapacità" nel non farsi sopraffare da problemi tecnici vari: solo che le ragazze invece di fare il Musicista (con la maiuscola,of course) che se la prende con tutto e tutti a partire da fonico e tecnici ("mi alzi in spia?","lo alzi in spia?","si sente?",ecc...) ridono e scherzano senza farsi il minimo problema, anzi cercano di coinvolgere il pubblico a ballare con loro.
peraltro musicalmente sembrano uscite da qualche incubo circa '79/'80 a base di sinth afoni, batterie elettroniche monotoniche e voci un pò raincoats versione stonata.
spero proprio riescano a migliorare senza perdere un briciolo della voglia di divertirsi, perchè in una scena italiana (solo italiana?) fatta di gente che si piange addosso e/o cerca di costruirsi un personaggio a metà tra l'uomo nero di johnny cash e i sisters of mercy loro sono una ventata di divertimento.
e poi ci sono stati gli hawnay troof.
in pratica un tizio e una tizia in mutande e canotta (che è molto meglio del look "bandana e canotta") che gridavano e saltavano lanciando slogan più o meno bizzarri accompagnati da un pc probabilmente con un cd audio dentro e basta, divertendosi e divertendo il purtroppo non numeroso pubblico.
technopunkcabaret?
non lo so, ma mi ha spinto nel ritorno a casa verso una riflessione oziosa e inutile:
in tutti questi anni di dischi e concerti mi sono sempre trovato di fronte a gruppi yankee che cercavano di unire alla musica anche del "teatro". why?
eppure è un'attitudine assai diffusa (i tizi di cui sopra piuttosto che i flaming lips piuttosto che alice cooper piuttosto che i manowar) ed è la reazione "uguale ma contraria" alla tipica attitudine europea dell'intellettualismo oltre ogni cosa (einsturzende neubauten piuttosto che i pulp piuttosto che brian eno piuttosto che i la crus).
uhmmm...se ho tempo ci rifletto...
G.
"ciao, noi siamo le uhu's, e voi siete froci"
"beh, chi più e chi meno" (lo disse tixi?)
non so se è il risultato che avevano intenzione di ottenere, ma a me le uhu's hanno fatto soprattutto tenerezza, sopraffatte com'erano da una certa "incapacità" nel non farsi sopraffare da problemi tecnici vari: solo che le ragazze invece di fare il Musicista (con la maiuscola,of course) che se la prende con tutto e tutti a partire da fonico e tecnici ("mi alzi in spia?","lo alzi in spia?","si sente?",ecc...) ridono e scherzano senza farsi il minimo problema, anzi cercano di coinvolgere il pubblico a ballare con loro.
peraltro musicalmente sembrano uscite da qualche incubo circa '79/'80 a base di sinth afoni, batterie elettroniche monotoniche e voci un pò raincoats versione stonata.
spero proprio riescano a migliorare senza perdere un briciolo della voglia di divertirsi, perchè in una scena italiana (solo italiana?) fatta di gente che si piange addosso e/o cerca di costruirsi un personaggio a metà tra l'uomo nero di johnny cash e i sisters of mercy loro sono una ventata di divertimento.
e poi ci sono stati gli hawnay troof.
in pratica un tizio e una tizia in mutande e canotta (che è molto meglio del look "bandana e canotta") che gridavano e saltavano lanciando slogan più o meno bizzarri accompagnati da un pc probabilmente con un cd audio dentro e basta, divertendosi e divertendo il purtroppo non numeroso pubblico.
technopunkcabaret?
non lo so, ma mi ha spinto nel ritorno a casa verso una riflessione oziosa e inutile:
in tutti questi anni di dischi e concerti mi sono sempre trovato di fronte a gruppi yankee che cercavano di unire alla musica anche del "teatro". why?
eppure è un'attitudine assai diffusa (i tizi di cui sopra piuttosto che i flaming lips piuttosto che alice cooper piuttosto che i manowar) ed è la reazione "uguale ma contraria" alla tipica attitudine europea dell'intellettualismo oltre ogni cosa (einsturzende neubauten piuttosto che i pulp piuttosto che brian eno piuttosto che i la crus).
uhmmm...se ho tempo ci rifletto...
G.
giovedì, novembre 06, 2003
yesternight (ovvero yesterday, ma di notte! il copyright è mio, ma dubito che qualcuno cerchi di plagiarmi) a casa di un amico ho potuto sentire l'ultimo motorpsycho
è un live della serie "in the fishtank" assieme alla sezione fiati dei jaga jezzist: fa paura!
tra una cover dell'art ensemble of chicago e una di...ehmm..se stessi ("pills, powder..." da angels and demons at play)
i nostri suonano a metà tra la roba ecm e i doors di "l.a. woman".
..e c'è ancora gente che li cataloga nel grunge!
G.
è un live della serie "in the fishtank" assieme alla sezione fiati dei jaga jezzist: fa paura!
tra una cover dell'art ensemble of chicago e una di...ehmm..se stessi ("pills, powder..." da angels and demons at play)
i nostri suonano a metà tra la roba ecm e i doors di "l.a. woman".
..e c'è ancora gente che li cataloga nel grunge!
G.
mercoledì, novembre 05, 2003
il cd del pomeriggio:
ARE WE NOT MEN?
WE ARE DEVO!
chissà se un noto politico italiota sa che 20 anni prima di lui qualcunaltro ebbe l'idea della devolution, intendendo per altro qualcosa di leggermente diverso...hi hi hi...
certo è che pure adesso (e dire che abbiamo avuto la skin graft...) è difficile trovare in giro canzoni cosi (apparentemente) sghembe.
cazzo, di reunion tour non se ne parla, vero?
G.
ARE WE NOT MEN?
WE ARE DEVO!
chissà se un noto politico italiota sa che 20 anni prima di lui qualcunaltro ebbe l'idea della devolution, intendendo per altro qualcosa di leggermente diverso...hi hi hi...
certo è che pure adesso (e dire che abbiamo avuto la skin graft...) è difficile trovare in giro canzoni cosi (apparentemente) sghembe.
cazzo, di reunion tour non se ne parla, vero?
G.
oggi un cuffia mi sto godendo questo vecchio gioiello psichedelico
ricordo che all'epoca rumore aveva fatto un punto d'onore di massacrarli senza pietà, mentre su rockerilla erano pompatissimi da diversi giornalisti, tra cui un certo alessandro calavolo, forse una delle migliori "penne" del giornalismo musicale italiano (gli altri? per me non c'è sfida: christian zingales, eddi cilia, marco de dominicis e walter rovere...guarda caso tutta gente che scriveva su rumore quando era decente. e poi sono quasi tutti passati a blowup)
com'erano sti sun dial? beh, qualcosa tra loop, ride e -perchè no?- bevis frond, con aperture house e chitarre hendrixiane, e quella tipica voce "stonata" (da stoned...) tipica dell'indie britannico dei primi '90, che a qualcuno irrita e ad altri esalta...io ovviamente sono nel secondo caso...
intanto è uscito blouappo, con un articolo sul sublime Carmelo Bene (si, le maiuscole sono d'obbligo): quell'uomo era un genio, forse il più grande artista italiano del '900. mi sembra giusto che a ricordarlo sia una rivista rock, a confronto i "performer" rock italioti fanno una magra figura. altrochè.
G.
ricordo che all'epoca rumore aveva fatto un punto d'onore di massacrarli senza pietà, mentre su rockerilla erano pompatissimi da diversi giornalisti, tra cui un certo alessandro calavolo, forse una delle migliori "penne" del giornalismo musicale italiano (gli altri? per me non c'è sfida: christian zingales, eddi cilia, marco de dominicis e walter rovere...guarda caso tutta gente che scriveva su rumore quando era decente. e poi sono quasi tutti passati a blowup)
com'erano sti sun dial? beh, qualcosa tra loop, ride e -perchè no?- bevis frond, con aperture house e chitarre hendrixiane, e quella tipica voce "stonata" (da stoned...) tipica dell'indie britannico dei primi '90, che a qualcuno irrita e ad altri esalta...io ovviamente sono nel secondo caso...
intanto è uscito blouappo, con un articolo sul sublime Carmelo Bene (si, le maiuscole sono d'obbligo): quell'uomo era un genio, forse il più grande artista italiano del '900. mi sembra giusto che a ricordarlo sia una rivista rock, a confronto i "performer" rock italioti fanno una magra figura. altrochè.
G.
martedì, novembre 04, 2003
è da quando sono tornato da bologna che non faccio altro che ascoltare questo disco:
è la ristampa di due lp usciti solo su vinile nel 2001 di un geniale gruppo americano chiamato jackie'o motherfucker.
(si, il nome è stupendo...)
di solito la critica colta (blouappo, uaire, ecc...) li butta nell'allegro calderone post-rock, eppure (secondo me) questo misto di momenti lisergici, folk, avantgarde e scazzi vari sembra uscito dritto dritto dalla e.s.p. records, giusto vicino ad altri esauriti come i godz, sun ra e i fugs.
cazzo, uno dei due dischi si chiama "wow".
WOW!
ma manco l'ultimo dei rimasti da lsd avrebbe il coraggio di chiamare così un disco!
G.
p.s.
ho appena convertito una collega ai white stripes...revolution starts here! forse.
è la ristampa di due lp usciti solo su vinile nel 2001 di un geniale gruppo americano chiamato jackie'o motherfucker.
(si, il nome è stupendo...)
di solito la critica colta (blouappo, uaire, ecc...) li butta nell'allegro calderone post-rock, eppure (secondo me) questo misto di momenti lisergici, folk, avantgarde e scazzi vari sembra uscito dritto dritto dalla e.s.p. records, giusto vicino ad altri esauriti come i godz, sun ra e i fugs.
cazzo, uno dei due dischi si chiama "wow".
WOW!
ma manco l'ultimo dei rimasti da lsd avrebbe il coraggio di chiamare così un disco!
G.
p.s.
ho appena convertito una collega ai white stripes...revolution starts here! forse.